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AMBIENTE E ENERGIA
La sostenibilità sbarca nei mari europei
 

Progetti di pesca consapevole nel Mediterraneo

 
 
 

I cittadini europei in media consumano 24,4 kg di pesce o prodotti ittici pro capite l’anno, il cui 75% proviene da pesca selvatica (fonte UE). ...

 
 

 

lunedì 29 novembre 2021

 

 

I cittadini europei in media consumano 24,4 kg di pesce o prodotti ittici pro capite l’anno, il cui 75% proviene da pesca selvatica (fonte UE). L’Unione Europea per tutelare la biodiversità dei mari del vecchio continente ha imposto dei limiti inerenti la pesca di alcune specie e l’interdizione di alcune aree. La situazione del Mediterraneo in particolare, fotografata da uno studio del WWF, ha evidenziato una realtà ostile all’ecosistema marino, a causa del 70% di pescato diventato scarto, perché non richiesto dal mercato, creando un danno ambientale ed economico. Per questo motivo si lamentano spazi ridotti a bordo delle imbarcazioni a causa della presenza di prodotti ittici privi di valore commerciale. Il principale nemico della pesca è la frequenza con cui viene praticata; nonostante il Mare Nostrum sia ancora ricco di prodotti e di varietà di specie è minacciato da uno sfruttamento privo di regole, che mina gli equilibri dell’ecosistema marino. Un grande progetto destinato ad incidere il è BluFish, che ha lo scopo di guidare in un percorso di sostenibilità le attività di pesca del meridione d’Italia, e conseguentemente, riportare in buono stato gli stock ittici.

All’interno del progetto sono coinvolte le cooperative dei pescatori, istituti di ricerca, ONG, amministrazioni locali ecc., che collaborano per un unico fine, quello di sensibilizzare e implementare le competenze degli attori coinvolti. Al termine del progetto vengono valutate le attività ittiche secondo lo standard per la pesca sostenibile di MSC (Marine Stewardship Council) e in base ai risultati ottenuti viene stilato un piano d’azione contenente eventuali miglioramenti da apportare. All’interno di BluFish si sviluppano altri progetti come quello del “Gambero bianco” nato per convertire in chiave sostenibile la pesca del crostaceo bianco. Questa iniziativa si sta svolgendo nell’area pugliese in cui sono coinvolti i Comuni di Molfetta, Bisceglie e Trani, dove il settore ittico ha un’importante rilevanza in termini di produttività e commercializzazione. L’iniziativa prevede un insieme di incontri partendo dall’ascolto dei problemi riscontrati dai vari attori della filiera, alla formazione degli stessi affinché tutti i protagonisti del comparto possano interiorizzare e concretizzare le buone pratiche della sostenibilità.