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SOCIETÀ
La reintegration economy per tutelare la biodiversità dei fondali sardi
 

Almo Nature e Blue Marine Foundation alla base dei tre progetti previsti

 
 
 

Reintegration economy è un termine, coniato dai proprietari della fondazione Capellino, che indica un sistema economico capace di ridare alla natura e al Pianeta una ...

 
 

 

giovedì 24 marzo 2022

 

 

Reintegration economy è un termine, coniato dai proprietari della fondazione Capellino, che indica un sistema economico capace di ridare alla natura e al Pianeta una parte di ciò che le è stato tolto. L’azienda Almo Nature, creata a Genova dai fratelli Pier Giovanni e Lorenzo Capellino, produce cibo di qualità per animali domestici, con ingredienti hfc, acronimo di human food chain, e ha raggiunto in breve tempo alti fatturati e un export del 60%. I fratelli Capellino hanno deciso, attraverso un atto notarile irreversibile, di donare il 100% dei profitti di Almo Nature, al netto di costi e tasse, alla Fondazione. Quest’ultima definita “ente commerciale senza scopo di lucro” supporta progetti a vantaggio della collettività, come la salvaguardia della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico. Tra i diversi progetti supportati dalla Fondazione, lo scorso gennaio ne è stato avviato uno in Sardegna in collaborazione con Blue Marine Foundation, incentrato su tre importanti aree in cui si provvederà alla tutela della biodiversità marina.

Una delle zone interessate al progetto è la parte sud orientale della Sardegna, più precisamente Capo Carbonara, Villasiumius. È la quarta località turistica della Sardegna per affluenza, con oltre 1 milione di visitatori l’anno, e ha un’importanza cruciale per gli ecosistemi marini. Infatti le sue vaste praterie di Posidonia oceanica sono inserite nella lista delle specie marine protette e considerate habitat prioritari, in base alla Direttiva Habitat 92/43 CEE, per gli innumerevoli rifugi offerti a diverse specie marine che qui hanno possibilità di riprodursi e svilupparsi. Per la tutela di questo paesaggio marino di altissimo valore ambientale saranno investiti € 74.000, in 2 anni. Il progetto prevede la pulizia e lo smaltimento di attrezzi da pesca abbandonati o smarriti dai pescatori, che costituiscono un’importante fonte di inquinamento e un rischio per la delicata fauna e flora della zona.

L’altro progetto si svolge nella costa occidentale dell’isola, a Capo Caccia, Alghero. Questa zona comprende anche un complesso di 100 grotte sommerse, frequentate da una fauna marina variegata, che ricoprono un ruolo fondamentale per l’equilibrio dei fondali e del mare. Uno dei maggiori problemi della zona è l’eccessivo ancoraggio di imbarcazioni turistiche. Per questo progetto saranno investiti €20.000. I tecnici dell’area marina protetta installeranno quattro linee di ormeggio al fine di regolamentare maggiormente questa pratica e favorire l’attività subacquea dei diving autorizzati ad operare nell’area, proteggendo così anche l’habitat coralligeno limitrofo all’ingresso delle grotte.

L’ultimo progetto si svolgerà nell’area marina protetta del Parco Nazionale dell’Asinara. Con un investimento di € 50.000, ripartiti in due anni, saranno implementate le misure di gestione della pesca locale, permettendo un recupero degli habitat per molte specie autoctone e il mantenimento di una ricca e importante biodiversità. Inoltre saranno attivate importanti collaborazioni con altre marinerie del Mediterraneo attraverso lo scambio di buone pratiche nella gestione delle risorse alieutiche.

Grazie ai profitti di Almo Nature la fondazione Capellino, “ente commerciale senza scopo di lucro” supporta progetti a vantaggio della collettività, come la salvaguardia della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico.