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INTERVISTA
Maria Chiara Pastore, Direttore scientifico Forestami
 

L'ambizioso progetto di forestazione urbana per la Città metropolitana di Milano

 
 
 

Ci spiega la genesi e gli obiettivi, a medio – lungo termine, del progetto Forestami? Riguarda solo Milano o sono previste iniziative analoghe anche in ...

 
 

 

giovedì 19 maggio 2022

 

 

Ci spiega la genesi e gli obiettivi, a medio – lungo termine, del progetto Forestami? Riguarda solo Milano o sono previste iniziative analoghe anche in altre aree metropolitane?

Forestami nasce con un obiettivo ambientale: contribuire a migliorare la qualità dell’aria nella città metropolitana di Milano, attraverso le piante. La forestazione urbana è una delle politiche che si possono mettere in campo per contenere l’inquinamento dell’aria, soprattutto nei mesi invernali.

Nasce come una ricerca del Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani del Politecnico di Milano, appoggiata poi da altri importanti partner (Città metropolitana di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia, Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano, ERSAF e Fondazione di Comunità Milano).

L’obiettivo è quello di piantare tre milioni di nuovi alberi all’interno della città metropolitana entro il 2030, un albero per abitante. Speriamo che l’esempio di Forestami possa contribuire a immaginare, in Italia, ma anche in altre città del pianeta, che la forestazione sia un elemento strutturale nell’integrazione tra natura e ambiente urbano. 

Le iniziative, a livello internazionale, per limitare la CO2 in atmosfera e ridurre la temperatura del pianeta fanno parte, da più di 30 anni della politica nazionale e internazionale sul clima. Le più recenti analisi però confermano che, oltre a non essere scesa, la produzione di emissioni climalteranti è aumentata. Come se lo spiega? 

Siamo una popolazione in grande crescita e la gran parte vive e vivrà negli agglomerati urbani. Il 75% delle emissioni di CO2 viene prodotto in ambito urbano e le città diventano sempre più luoghi complessi dove il rapporto sviluppo e incremento di popolazione/produzione del reddito, la natura e tutte le politiche di neutralità della CO2 si devono implementare. L’unione Europea ha, a questo proposito, lanciato una missione con l’obiettivo di portare 100 città a essere “carbon neutral” entro il 2030.

Il recente G20 di Roma, nella dichiarazione finale del vertice, si è impegnato a piantare 1.000 miliardi di alberi negli ecosistemi più degradati del pianeta entro il 2030. Questo obiettivo, che aiuterebbe non poco la lotta al cambiamento climatico, è realistico? E’ una missione, è un obiettivo ambizioso, certo. Ma così come siamo in grado di abbattere e deforestare ogni anno circa 10 milioni di ettari, dobbiamo essere in grado di lavorare a costruire il restauro degli ecosistemi naturali. Come valuta l’impegno delle Istituzioni italiane per combattere il degrado dei suoli e più in generale, quello dell’ambiente?

Il governo italiano, in particolare il MITE, già nel 2020, attraverso due bandi, ha destinato più di 30 milioni di euro per le città metropolitane per bandi dedicati alla forestazione urbana. Ora, grazie al PNRR, saranno 330 milioni di euro destinati alla forestazione urbana nei prossimi anni. Dal punto di vista delle risorse, questa è una opportunità importantissima per migliorare la qualità e la quantità del capitale naturale delle nostre città. Una delle sfide che dobbiamo accogliere diventa quindi la capacità che avranno le nostre amministrazioni locali, regionali e nazionali, a lavorare sulla trasformazione delle nostre città, nel trovare nuovi spazi, nel trasformare aree abbandonate, nell’immaginare nuovi luoghi di coesistenza tra natura e ambiente urbano.

Ci parla degli obiettivi, e delle iniziative, che vi vedranno coinvolti, nei mesi a venire?    

Piantare alberi rimane sempre la nostra sfida più importante. L’ambizione è quella di costruire dei progetti pilota sempre più rilevanti, come depavimentazioni, bonifiche di aree degradate attraverso il fito-rimedio (bonifica dei suoli attraverso l’uso delle piante). L’altra riguarda il coinvolgimento dei cittadini. Sfide come quella di Forestami (3 milioni di alberi entro il 2030) si vincono solo se condivise.

L’obiettivo è quello di piantare tre milioni di nuovi alberi all’interno della città metropolitana di Milano entro il 2030, un albero per abitante