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SOCIETÀ
Autostrade 2.0, producono energia e sostenibilità
 

La nuova strada della mobilità è verde

 
 
 

Il costante passaggio di appena 400 vetture all’ora può rendere l’autostrada sostenibile ed energicamente efficiente, mentre 600 veicoli che viaggiano su un kilometro a una ...

 
 

 

lunedì 3 agosto 2020

 

 

Il costante passaggio di appena 400 vetture all’ora può rendere l’autostrada sostenibile ed energicamente efficiente, mentre 600 veicoli che viaggiano su un kilometro a una sola corsia possono generare ben 200 kWh, ma se le corsie diventano quattro si arriva anche a 1MWh di energia utilizzabile per alimentare 2.500 famiglie. Sono i numeri che potremo incontrare alla guida della nostra auto se le ricerche sulla nuova frontiera della mobilità verde, fatta senza dubbio di autovetture elettriche e a emissioni “0”, ma anche di infrastrutture sostenibili proseguiranno a questi ritmi.

La piezoelettricità infatti, ma anche i sistemi integrati composti da moduli fotovoltaici, impianti geotermici e turbine eoliche, magari collegate a smart grid possono fare delle autostrade dei catalizzatori d’innovazione ed elementi attivi del territorio in grado di produrre energia sostenibile, ridurre la CO2 e razionalizzare i consumi energetici.

L’innovazione quindi può davvero cambiare il volto delle arterie stradali che da vera e propria maledizione dell’ambiente, diventano capaci di:

  • generare elettricità necessaria alla segnaletica stradale;
  • alimentare veicoli e stazioni di ricarica;
  • e in un’ottica evolutiva anche case e uffici limitrofi e tanto altro.

L’idea, sviluppata originariamente da Innowattech e testata per la prima volta in Israele nel 2009, prevede l’installazione di generatori piezoelettrici nella strada che riescono a catturare, accumulare e riutilizzare l’energia che deriva dal movimento, vibrazione o cambiamenti di temperatura. La tecnologia che rivoluziona la mobilità su strada inoltre non esclude la sua applicazione anche ai treni e/o marciapiedi come già avviene nelle discoteche o palestre in giro per il mondo. Le ultimissime generazioni di pannelli fotovoltaici inoltre, montati al posto o insieme al manto stradale, si prestano particolarmente, come è stato sperimentato sia in America che in Europa, alla produzione di energia green. La Solar Roadways a esempio intende fare della Route 66, la storica highway statunitense, cantata da Nat King Cole e dai Rolling Stones, la prima autostrada solare al mondo in grado di generare energia per illuminare la strada al buio o scaldarla in presenza di ghiaccio. Ma anche Wattway, il progetto realizzato in Francia nel 2016 non è da meno. La pavimentazione di pannelli fotovoltaici, composti da una resina resistente al peso di un TIR e microprocessori oltre a durare 20 anni, con evidenti vantaggi per la manutenzione, può raccogliere dati da ogni pannello e integrare le informazioni sul traffico, sono solo alcuni esempi delle possibili applicazioni.

Le autostrade del futuro o le eco-autostrade, sostenibili ed ecologiche, rappresentano un ingegnoso compromesso fra l’esigenza di mobilità di una società interconnessa e in movimento, spesso su gomma, e quella più strategica di rispettare l’ambiente che ci circonda. Se la conversione dell’asfalto, sinonimo di traffico e inquinamento, in un sistema integrato, efficiente ma anche sostenibile rispetterà gli imprescindibili vincoli di sicurezza e di economicità di produzione, allora sarà proprio il caso di dire che la strada è segnata. Quella verso le autostrade green.